Sottotitolo: "Esportiamo la democrazia. E, già che ci siamo, escortiamola."
Inutile che vi dica cosa penso dello psiconano, della vergogna e dello schifo che rappresenta.
Inutile che vi dica che lo odio profondamente e che non vedo l'ora che crepi tra mille sofferenze.
Inutile che vi dica che questo cazzo di Paese non riuscirà mai a liberarsi dei suoi sozzi governanti a causa della sua cultura arretrata, innanzitutto.
Inutile che io faccia comizi sui continui rapporto tra Stato e Mafia, anziché tra Stato e Popolo.
Inutile che io vi dica mille altre cose.
Ma la faccia di Obama, di fronte all'espressione dello psiconano, è impagabile.
Qualcuno lo dice a Silvio che le cazzate che fa si sanno (e si condannano) in tutto il mondo.
Colonna sonora che ha ispirato questo post: "A la mierda" degli Ska-p
Ore 20e30 circa.
Spengo il pc, raccolgo tutta la roba sparsa sulla scrivania, faccio mentalmente la conta delle cose che non posso dimenticarmi (portafoglio-cellulare-chiavi di casa-chiavi della macchina-badge) ed esco dall'ufficio in tutta fretta.
L'irrefrenabile desiderio di tuffarmi nella frizzantina aria di settembre fa sì che la stanchezza non si faccia nemmeno sentire.
Con l'iPod in cuffia, non devo nemmeno curarmi dei colleghi che passano. Esco. Sorrido. Scruto il paesaggio.
Agli occhi di chiunque, una trafficata strada di Milano.
Difficile dire il contrario, perchè, in fondo, lavoro proprio in una trafficata strada di Milano.
Ma quello che nessuno sa è che ogni elemento del paesaggio si diverte a giocare con i miei ricordi.
Nessuno di voi potrà mai capire se in quel preciso momento non mi stia divertendo a rivivere il passato con le forme del presente.
La luce dei lampioni, ad esempio. Arancione vivo e poi via a sfumare nell'oscurità della serata. Lo stesso contrasto in cui mi perdevo a fantasticare quando uscivo dall'università al termine dell'ennesima giornata di studio. Da solo nel Politecnico, con in cuffia "Right here, right now" di Fatboy Slim.
Padrone del mondo. Ecco come mi sentivo.
Ingenuo, pensavo che la laurea fosse il traguardo. Ed invece è solo il punto di partenza di un cammino lungo e tortuoso. Due anni dopo, mi trovo a lottare in un mare di squali e di fannulloni (con qualche eccezione) aspettando ancora la mia prima, vera occasione e cercando di non farmi corrompere.
Non so se ce la farò, ma di sicuro venderò cara la pelle.
Il fischio del treno mi riporta alla realtà. La luce arancione non mi abbandona, mi attira, mi catapulta davanti al locale dove io, Mik, Diego e Ste eravamo soliti fermarci a chiacchierare dopo le partite di calcetto. Ci si racconta cazzate, ci si confida qualche paura, ma soprattutto si ride, si ride e si ride ancora.
Fermo immagine.
Diego ora è andato a lavorare in Svizzera, chissà quando lo rivedrò di nuovo. Ste fa silenziosamente i conti con il proprio dolore, sta crescendo rapidamente ed io cerco di essergli vicino il più possibile. Mik è sempre Mik, continua a lottare per sopravvivvere, come un pugile che non vuole andare ko. Ed io sono all'angolo, pronto con la spugna e l'acqua fresca.
L'immagine fa appena in tempo a dissolversi che mi ritrovo davanti ad una sonnecchiante CJ. Ha già superato i 100.000 km e mi sembra ieri che l'ho ritirata dal concessionario. Ancora una volta, mi sentivo padrone del mondo. CJ mi ha portato ovunque, con la sua musica, con i suoi sbuffi, da una parte all'altra del (mio) mondo. Ha portato colleghi, amici, familiari, amori vicini e lontani, ha raccolto le mie gioie, ha sorbito le mie urla di disperazione e di rabbia, mi ha accolto silenziosamente per ore quando una notte di gennaio non smettevo di piangere, mescolando i respiri ai singhiozzi.
L'autoradio si illumina, il riflesso blu si anima, le note di "Bohemian rhapsody" e di "The final countdown" mi prendono per mano, mi riportano in quei giorni in cui aspettavo il giorno, il momento in cui sarei avrei voltato pagina, in cui avrei dovuto riscrivere un nuovo capitolo.
E ora che quel giorno è arrivato, non faccio altro che pensare a tutto il cammino che ho percorso per arrivare fino a qui. La famiglia, gli amici, la rabbia, il rancore, la disperazione, la speranza, la gioia, l'amore, ogni sensazione prende a braccetto le altre e stringono le mie viscere in una presa fortissima.
Il cellulare vibra. BIMBA. 2 occhi profondi che mi guardano e mi sorridono. Non posso risponderle. Sto guidando e la mia salute mentale non è esattamente al meglio, ora come ora.
Ma quei 2 occhioni me li ricordo bene. Me li ricordo quando, in una piovosa notte di luglio, mi fissarono, così desiderosi e così speranzosi, ma al tempo stesso così pieni di ansie e di paure. Non passa giorno che io e lei insieme ci mettiamo pazientemente all'opera per costruire la NOSTRA vita. Amo Chiara alla follia. La sua dolcezza e la sua calma mi pervadono, mi abbracciano infondendomi una serenità che per anni non avevo mai provato. Adoro i suoi occhi, il suo sguardo. I suoi gesti sono sempre misurati, le sue parole mai dette a caso. Mi guida, mi dà sicurezza. E io la guido, cerco di esserle vicino quando è lei ad avere bisogno di un appiglio saldo e sicuro. Questo continuo cercarci, rincorrerci, sostenerci è l'inchiostro che riempie le pagine del nostro libro, del nostro capitolo.
Il nuovo capitolo è ormai cominciato da tempo, tante parole ho già scritto in questi mesi, ma la tentazione di rimanere a leggere i capitoli passati è forte e pure la scomparsa di 2 pilastri della mia infanzia come MJ e Mike sembra quasi uno scherzo del destino, un messaggio, un invito a non voler affrontare un indefinito futuro e, invece, a lasciarsi abbandonare al passato. A quando mio zio mi regalò due audiocassette di MJ. Bad e Thriller. A quando a mezzogiorno, d'estate, a casa dei nonni, si guardava in religioso silenzio Bis ed Il pranzo è servito.
E' calda, accogliente, la luce del passato. Lo ammetto, sono troppo legato al passato. I ricordi belli, felici, mi cullano e mi scorrono vivi nelle vene. Non basterebbe una vita per rendervi partecipi di tutto questo. La voglia di rivivere il passato è forte, fortissima. Non c'è canzone che non sottolinei questa mia fottutissima voglia di rimanere "al sicuro". Mi sento il Linus del terzo millennio, mai e poi mai mollerei la mia coperta.

Ma del passato non ho solo bei ricordi, anzi. Il recente passato, con i suoi pugni nello stomaco, mi ha dato la forza di alzarmi e di voler cambiare pagina, una volta per tutte.
Si comincia con le piccole cose: le abitudini, i vestiti, i ritmi che scandiscono la giornata.
I desideri e le esigenze.
Intorno a me, il paesaggio muta e cambiano alcune facce: persone che prima per me erano tutto il mio mondo si sono allontanate, come se percorressimo due binari che si sono separati dopo uno scambio. Amici che non vedo più, non ci parlo più. Possibile che non condividiamo più nulla? Persone che prima non avrei mai sognato di frequentare sono le persone con cui condivido ore ed ore di lavoro. Facebook non fa che propinarmi compagni di scuola media sposati e/o padri di famiglia o compagne di liceo in stato interessante. Ai concerti mi sento ogni tanto un corpo estraneo, nonostante la musica sia la stessa ed il pogo sia sempre troppo devastante. Persino la squadra dove gioco sembra non essere più la stessa.
Non ho ancora capito se a cambiare è quello che c'è al di fuori di me. O se sono io.
Di nuovo, cercherò di far combaciare entrambe le parti. Non nego di aver paura di non riuscirci.
Anche adesso che scrivo in questo blog, vedo che molti bloggers se ne sono andati o non scrivono quasi più nulla. Alcuni blog non sono aggiornati da mesi, paiono soffitte impolverate con bauli di ricordi chiusi, in attesa che qualcuno voglia di nuovo spendere un po' di tempo per riaprirli.
Giustamente, questi bloggers sono troppo impegnati a scrivere il loro nuovo capitolo con parole, azioni ed emozioni.
Semplicemente, stanno vivendo la loro vita.
Anche questo blog è ormai un tuffo nel passato.
E' stato creato 5 anni fa, almeno un paio di capitoli della mia vita sono qui riassunti.
Molti protagonisti e alcune comparse.
Un nuovo capitolo della mia vita è iniziato e magari non sarà riportato in questo blog. Almeno, non come vorrei.
Oppure potrei tornare qui per annoiarvi del più e del meno.
Sicuramente, avrete mie notizie.
Ma se non scrivo più qua, è solamente perchè sto vivendo la mia vita.
Senza rancore.
Colonna sonora che ha ispirato questo post: "Mercy bocù" di Sergio Caputo
E se vi dicessi che a brevissimo posterò di nuovo su questo blog? Tornerete a trovarmi? Io intanto tolgo le ragnatele da qui! Stay tuned!
Colonna sonora che ha ispirato questo post: "Black slacks" dei The Hormonauts
Questa è una di quelle sere in cui mi fumerei volentieri una sigaretta fissando la luna ed il cielo stellato nella speranza di trovare risposta alle mie domande, ai miei dubbi, alle mie paure. Non essendo fumatore ed essendo il cielo nuvoloso, mi accontento del faretto della mia stanza e di un po' di musica nelle mie orecchie.
Eppure, nonostante la musica, li sento.
Sento i miei pensieri rimbombare nella mia testa.
E' già passato un anno.
Piango per il suo ricordo.
Piango per il periodo.
Piango perchè un anno fa è anche morta una parte di me.
Cerco continuamente di far rivivere quella parte, quella più pura, quella più ingenua, quella più spontanea, forse quella più bella, ma non sempre ci riesco. Anzi. Molto spesso appaio esattamente all'opposto di quello che voglio essere.
E non sapete quanto mi odio per questo.
Lei mi aveva insegnato ad essere così.
Ed ora lei non c'è più.
Bisogna andare avanti. Ora non sono più solo, ho Chiara di fianco a me. E vi assicuro che sta facendo miracoli. Chiara mi dà forza, mi dà coraggio, mi sta aiutando a crescere. Mi apre gli occhi, mi dà conforto, mi dà speranza. Per la prima volta in vita mia. La amerei solo per questo, ma fortunatamente ho altre mille e mille ragioni per amarla.
Ogni tanto, però, ci ricasco. Ogni tanto non sono in grado di sottrarmi a questi e ad altri pensieri. Altre paure. Altre domande.
Perchè se ne è andata la persona migliore?
Perchè in quel modo, così poco dignitoso?
Perchè mi sembra di lottare contro tutto e tutti?
Perchè non sento il calore di una famiglia?
Perchè vedo negli amici la famiglia che ho sempre desiderato?
Perchè per godere ogni piccola cosa devo farmi il culo almeno il doppio di una persona normale?
Perchè mi dicono che non mi arrendo mai quando mi sento sempre vittima?
Perchè sono così fragile quando bisogna essere forti?
Perchè in momenti come questi tendo a chiudermi a riccio, anzichè affidarmi a mani salde e sicure?
Perchè, come me, se la passano anche altre, troppe persone? E perchè capita proprio alle persone migliori che conosca?
Queste domande senza risposta mi rendono insopportabile ai miei stessi occhi. Scatta la paura. Ho paura che Chiara un giorno possa non avere più la forza e la voglia di sopportarmi in questo stato. E quindi sto ancora peggio.
Il lavoro distrae. Anche troppo. I giorni che passano uno dietro l'altro, senza sosta, sempre al lavoro. Dieci, dodici ore al giorno, weekend compresi. La sensazione di sentirsi uno straccio e di avere fatto tutto questo solo per le tasche di pochi, invece che per la propria crescita professionale. L'anima di uno squalo ed il cuore di una statua, cercano di farti diventare così. Lotto anche contro questo.
So benissimo che sto vedendo tutto nero, ma la mia mente è offuscata, distratta. Segue solo una luce. La sua luce.
Con tutto quello che esso comporta.
Se solo la smettessi di pensare solamente al passato e mi concentrassi di più sul presente e, perchè no, sul futuro.
Se solo la smettessi di essere così maledettamente legato a certe canzoni.
Confido in un lungo sonno senza sogni, per poter ricominciare.
Colonna sonora che ha ispirato questo post: "A fair judgement" - Opeth
Sono vivo, sapevatelo. Non c'è altro.
Ah, no. Dimenticavo. La mia bimba ha 38 di febbre da 2 giorni per cui o domani mi presento con un camion di tachipirine sotto casa sua o le fisso un appuntamento con il mio esorcista di fiducia. Ora sapete perchè il suo blog non è aggiornato. Il motivo per cui il mio non è aggiornato sarà lungamente discusso nel prossimo post (mi piace creare saspens :P)
Abbiate pazienza, quindi, tornerò presto sui vostri schermi. Indi, preparate il secchio per il vomito :)
Gud nait!
Colonna sonora che ha ispirato questo post: "Stayin' alive" dei Bee Gees
Mi riservo di scrivere con più calma a breve tutto quello che sto elaborando in questi ultimi tempi (e vi assicuro che ho parecchia carne al fuoco), ma ci tenevo a farvi quantomeno gli auguri di buon anno!
Spero che il 2009 possa riservare a coloro che passano di qui tutto ciò per cui vale la pena alzarsi la mattina.
Io e la Bimba saremo a Firenze per i prossimi giorni, quindi preparatevi ad un dettagliato resoconto e a tante nuove foto!!
Un abbraccio sincero a tutti quelli che mi vogliono davvero bene.
Colonna sonora che ha ispirato questo post: La Caution - The à la menthe (Ocean's Twelve OST)
il Santo durante una crisi mystica
Santo del giorno: San Guglielmo del Tesoro, mistico di fine 700, noto per gli infervorati discorsi al popolo e per l'attività di scacciadiavoli. Fece ritrovare il tesoro di famiglia a una tal Chiara da Varese, Marchesina delle Tigri Bernarde, che divenne sua devota e mecenate. Celebri i suoi esorcismi, di cui ammiriamo l'efficacissima tecnica con cui penetrava ( con reiterati ingressi)letteralmente dentro le indemoniate ( le sue cure erano rivolte esclusivamente al sollievo delle fanciulle di bell'aspetto ) per levarne le influenze del maligno.
Ricetta del giorno: CANNELLONI AL GATTOPARDO
Care casalinghe, mie care lettrici, sapete che giammai vi lascerei senza un prezioso consiglio per ingraziar i vostri mariti a mezzo de l'arte de' fornelli. Ed ecco la eucacosplendida ricetta di oggi: cannelloni al gattopardo. Or, visto e considerato che trattasi di un primo piatto appartenente alla passionale e pesantissima cucina mediterronea, acquistate qualche litro d'olio e un secchiello pieno di peperoncino. Prendete della pasta per cannelloni e arrotolatala su delle banane (non trovando di meglio) componete i vostri lussuriosissimi cannelloni per infarcirli di una buona dose di formaggio, presciutto di quello un po' arancionino e qualche zecca che avrete staccato dal vostro animale domestico. Di poi, accompagnandovi con un marranzano, riponete in teglia ed infornate. Dopo un'ora a forno etneo, sortite il manicaretto che sarà pronto a ricevere il tocco finale, quell'effetto gattopardeo, cioè afrodisiaco, che infervorerà i vostri mariti tanto da non farli arrivare al secondo piatto: prendete quel secchiello di peperoncino e riversatelo con leggero sorriso sui vostri cannelloni in modo da formare un tappeto infernale sovr'agli stessi. Poi servite in tavola con guardo maliardo e penetrante...
Fonte: cliccare QUI
L'autore dell'Almanacco è l'Herr Doktor, ovvero il buon Antonio, mastro artigiano libraio per l'Associazione "La Luna nel Pozzo", di cui ora posso dire di far parte :) grazie Antonio!!
Colonna sonora che ha ispirato questo post: "Chanson Baladée" di Riccardo Luciani ed eseguito dalla Orchestra del Chianti (per ascoltare andare QUI)
Fiera del Fumetto (a.k.a LuccaComics), stiamo arrivando!!
Io e Bimba non vediamo l'ora di essere là! Speriamo di conoscere Silvia Ziche, grandissima artista, di cui ho riportato una striscia (qualsiasi riferimento a persone è assolutamente casuale :P)
e il mitico Leo Ortolani, creatore di Ratman
Colonna sonora che ha ispirato questo post: "Romero el Madero" degli Ska-P
La cosa più buffa è che l'ispirazione per quanto sto per scrivere mi è venuta guardando una quaglia in una padella.
Cioè, io mi riscaldo da mangiare e c'è questa quaglia con il culo all'aria, immersa nell'olio bollente e circondata da stralci di pancetta che le danno sapore. Io la guardo, lei mi guarda, io la guardo curioso, lei mi guarda con un'espressione del tipo "Ma che cazzo vuole questo, io sto bella che cotta e lui mi fissa con quell'aria da pesce lesso". In realtà tutto è partito dal pensiero "Chissà che viaggio ha fatto questa quaglia per finire nella mia padella e ben presto nel mio vorace stomaco di 26enne perennemente affamato".

Una Musa inaspettata, ma gustosa (foto di repertorio)
Subito dopo ho pensato: e il mio viaggio?
Incuriosito, ma anche circospetto, sono giunto dapprima alla risposta che la vita è tutta un viaggio.
Ma si tratta di una risposta piuttosto filosofica e quindi può voler dire tutto come niente. Va contestualizzata.
Ho cercato allora di applicare il concetto di viaggio a me stesso medesimo e sono giunto ad interessanti conclusioni.
Viaggio con il corpo, innanzitutto, nel senso più letterale del termine.
Prima un weekend romantico con la mia Bimba, che per quei 2/3 terrestri che ancora non lo sapessero, è la tenutaria di questo blog.
Tigredisogno.
La Tigre.
La Bimba.
Lei, Chiara.
Siamo a fine settembre e per l'ennesima volta c'è di mezzo Ligabue.
Ma con Lei è un'altra cosa.
Lara, Liliana, Marzia e Davide (C) sono testimoni della mia palese gioia e nei miei occhi leggono l'immenso Amore che provo per Lei.
Lei mi stringe forte.
Lei canta insieme a me.
Lei si commuove con me.
Lei mi fa provare emozioni fortissime.
Lei mi fa sognare ad occhi aperti.
Giriamo per Verona, nasi all'aria e mani intrecciate, fra vicoli e giochi all'aperto. Tutto sembra così diverso, più intenso, più ricco, anche l'aria che respiro.
Difficile staccarle gli occhi di dosso, anche solo allontanarmi da Lei di un passo appare come una tortura.
Il viaggio di ritorno, complice una CJ ormai anziana, è un lento tornare verso casa, con il sole lentamente in declino, gli Audioslave nelle casse, le mie mani nelle sue. E poco importa se una super coda pornocalciclistica intasa completamente la tangenziale: un Amico, il Gigio, ci ospita a cena. Una cena semplice, come semplice è la sua famiglia. Semplice, ma favolosa nella sua semplicità. Gigio è uno dei pochi che riesce ad insegnare sempre qualcosa a qualcuno anche solo con lo sguardo, buffo nei suoi lapsus (come quello dei 6 litri), ma quanto mai grande nella sua bontà. Sì, mi piacerebbe diventare come lui, da grande.
Il weekend dopo, via all'Oktoberfest: un viaggio stancante, in pullman, accompagnato da Dario, Fra, Marco, Ila, Danilo, Zap, e Davide (C). Stancante, ma fantastico. Tra litri e litri di birra, tra cori "Ein prooooooosiiiiit, ein prooooosiiiiit" e nuove amicizie di stampo toscano (senza di loro non avremmo mai bevuto!), tra buttafuori appena usciti di galera e qualche incidente di percorso, 12 ore possono durare come un intero weekend. Soprattutto quando si porta un cappello come questo che indosso in foto e che mi ha incoronato in breve tempo idolo incontrastato dello stand Paulaner. Grazie a chi mi ha accompagnato in questa pazza e divertentissima avventura.
Viaggio, anche per lavoro. Definirlo stressante, il mio ultimo periodo lavorativo, è dir poco. Delirio rende meglio l'idea. Del lavoro ho intenzione di parlare in un post a parte, troppe le cose da dire. Tra le tante, mi hanno fatto project manager su un progetto di cui non sapevo nulla, per un cliente con cui non ho mai avuto a che fare e su un prodotto di cui non sapevo una mazza. Il delirio del ventunesimo secolo. E' su questo tipo di deliri che il mondo sta collassando, come dimostra il crac finanziario. Non mi dilungherò oltre, torniamo al mio viaggio.
Sto tornando da Roma, prendo un aereo Alitalia, uno degli ultimi a giudicare dall'aspetto, anche perchè sembra appena uscito da un museo. Ultimo posto dell'ultima fila, dietro la mia testa una simpatica turbina. L'aereo decolla, punta il sole, poi vira e si vede il mare, un'immensa distesa d'acqua piatta, ipnotica e al tempo stesso rilassante. Il meglio deve ancora venire. L'aereo prende quota, sale, sale, sembra voler cozzare contro tutte quelle nuvole che vanno a formare una sorta di soffitto, penso "Adesso sfondiamo, non ce la facciamo!" ed invece l'aereo attraverso quella coltre scura come un coltello caldo nel burro e lo spettacolo che mi si presenta agli occhi non ha eguali.
Ho scattato delle foto con il cellulare, ma non c'è paragone con quello che ho visto: cielo tersissimo, colori a tinta unita, dall'azzurro al rosso passando per l'arancione, le nuvole che tutte ammucchiate sembravano formare una specie di terreno soffice che si stagliava per chilometri e chilometri, una stella, una sola, più splendente che mai. Quella stella mi fissava, era Tigu, l'abbiamo chiamata così, io e la mia Bimba, una stella che possa guidare il nostro cammino assieme sperando ci porti fortuna. Quel meraviglioso spettacolo è durato almeno 20 minuti, il naso incollato al finestrino, la bocca aperta per lo stupore, dovevo avere impressionato la hostess perchè mi ha chiesto spaventata se stavo bene. In realtà, stavo da Dio.
E se anche ora sto da Dio è anche grazie all'altro viaggio che sto intraprendendo, quello di maturità diciamo.
Voi non ci crederete, ma è stato un periodo molto difficile. Lavoro a parte, sento che sto uscendo da una sorta di bozzolo per prendere il volo. Sto crescendo, forse sto maturando, non lo so, ma lo spero. Faccio sempre troppi errori. Ho la presunzione di non voler mai sbagliare, di riuscire ad esser perfetto e finisco sempre con il peggiorare le cose. Cerco sempre di rimanere me stesso, cerco sempre di smussare il mio caratteraccio, a volte mi odio. Voi mi vedete incazzato, ma in realtà ce l'ho con me, perchè mi volto indietro e capisco solo ora i miei sbagli, i miei comportamenti errati. Ma al tempo stesso capisco che da certi miei modi di essere non posso fuggire, non ci riesco, almeno. Alcuni amici me lo hanno rimproverato e hanno fatto bene perchè solo così ho aperto gli occhi e me ne accorgo. Un altro dei miei odiosi difetti: se qualcuno non mi avvisa di ciò che non va in me, io non me ne accorgo. E lo dico con un'ingenuità tale che mi prenderei a sberle. Troppo severo con me stesso? Forse. Ma a volte non mi piaccio proprio e mi piaccio ancora meno quando ferisco i miei amici. Loro ci tengono a me e io li deludo così, li faccio soffrire. Che stronzo che sono. E allora da capo, ricomincio il mio viaggio, alla ricerca di un "io" che possa finalmente farmi sentire soddisfatto e che possa farmi addormentare sereno e non con l'ansia di non poter essere la persona che desidero.
Quello che devo ancora farmi entrare in questa zucca vuota e dura è che si può sbagliare, perchè tutti sbagliamo, ma fare tesoro dei propri errori è la miglior lezione che si possa imparare.
Ora va meglio. Ora ho trovato un equilibrio. Inutile dirvi il ruolo fondamentale di Chiara in tutto questo.
Chiara mi fa sentire felice.
Chiara mi fa sentire sicuro di me stesso.
Chiara mi dà autostima.
Chiara mi dà serenità.
Io amo Chiara, ora posso dirlo con sicurezza.
La amo con ogni cellula del mio corpo.
Ora so cosa significa amare.
Sono più di 3 mesi che abbiamo deciso di intraprendere un certo viaggio insieme e, sono sincero, ancora ci sono momenti in cui non ci credo :)
Ma la vita è così, cominci piano piano, in sordina, si cresce con qualche illusione e si finisce per andare a sbattere la faccia contro la realtà. Troppo spesso faccio i conti con il mio passato. E questo è un periodo che per un motivo o per l'altro il mio passato torna a galla.
Il mio passato da studente, con decine di libri ancora ben conservati e con migliaia di appunti, con le foto di classe e le dediche, con le vignette disegante durante le ore di lezione e con gli aneddoti che riafforano alla mente. La musica che ascoltavo in quegli anni: i Simply Red, Zucchero, i Duran Duran, Matt Bianco e tutta la musica anni '80. La musica che ho ascoltato e ballato negli anni '90, grazie alla serata revival con Danilo e gli altri.
E allora ripenso alla mia infanzia, alle estati in Liguria, a mia nonna. Ripenso ai suoi vestiti, alle sue parole, alla sua presenza in casa, sinonimo di serenità e di sicurezza. Ripenso agli anni in cui le cose erano molto più semplici e la famiglia molto più unita. Ripenso all'Italia degli anni '80, quando ancora era un Paese. Ora è un agglomerato, un qualcosa di accatastato che sembra avere una forma, ma in realtà è un'illusione. Mik scrive cose sagge, le condivido. Ripenso agli amici che avevo, agli amici che ho conosciuto, agli amici che frequento e che spero di non perdere mai: loro mi sopportano, mi adorano, fanno il tifo per me e io non posso, non devo deluderli. Loro sono la mia seconda famiglia.
Ora è tutto così diverso dal passato, le cose sono cambiate. Da studente a lavoratore. Per la prima volta faccio progetti per un futuro diverso e pieno di significato. Amici sposati o realizzati nella carriera. Spero anche io di realizzare i miei sogni, in fondo non sono così tanti e non sono neppure irrealizzabili. Ecco perchè continuo a percorrere il mio viaggio.
Purtroppo c'è chi ha smesso di viaggiare.
Solo 2 anni. Solo 2 anni sono passati. Estate 2006. Spagna, Torremolinos.
Avevamo conosciuto 4 ragazze francesi.
E ora Fanny non c'è più. L'ennesima morte in questo anno straziante.
Fanny è la ragazza alla mia sinistra in foto. Una ragazza simpaticissima, piena di brio, di allegria, sempre sorridente, sempre pronta al gioco e allo scherzo. Se ne è andata a 21 anni e non so nemmeno come. Il padre ha dedicato a lei un blog e su Facebook sta raccogliendo le foto, i video, tutto ciò che la ricorda per mantenerla ancora viva nei nostri cuori.
Come è possibile continuare a viaggiare quando una persona che in un modo o nell'altro ti ha accompagnato in questo viaggio non c'è più? Non è giusto.
In ogni caso, il viaggio, o forse è meglio dire la vita, continua.
Continuerà anche grazie al ricordo di chi in questo viaggio ha avuto una parte, piccola o grande che sia, e che ora non c'è più. Il loro ricordo vivrà per sempre nel mio cuore.
E per sempre mi rimarranno in mente i loro insegnamenti.
Non bisogna smettere di lottare.
Non bisogna smettere di sognare.
Non bisogna interrompere il proprio viaggio, insieme a chi ci accompagna.
Non bisogna smettere di vivere.
Colonna sonora che ha ispirato questo post: "Prima di partire per un lungo viaggio" di Irene Grandi
Come al solito, sono una delusione :(
Dovevo postare sul Liga, ma tra un convegno e la partenza per l'Oktoberfest (esco di casa fra 5 minuti), non ho avuto tempo.
Vi aggiornerò poi, anche sul lavoro.
Solo una cosa.
Ti amo bimba :* :)
Colonna sonora che ha ispirato questo post: "Drunken lullabies" dei Flogging Molly
La mia macchina è una Daewoo Kalos 1.2 SX di ben - udite, udite - 72 CV (ooooohhh di esclamazione e stupore).
L'ho chiamata CJ per 2 motivi: il primo è la targa...
...il secondo è che CJ era il nome del personaggio interpretato da Pamela Anderson in Baywatch (o Beiboch, per gli intenditori).
Non sembra, ma questa macchina possiede molte caratteristiche, alcune sorprendenti, e ora vado ad elencarle.
Interni di serie: "Comune denominatore degli allestimenti interni di Kalos è il generoso spazio per le gambe. Il migliore della classe per gli occupanti dei sedili posteriori" (dal sito ufficiale)
- Interni progettati e disegnati da Giorgetto Giugiaro, famoso designer italiano
- Climatizzatore manuale con filtro antipolline, funzionante quando gli pare (cioè quasi mai)
- Cambio 5 marce, riparato 2 volte e sostituito alla terza, dopo un'abbondante dose di bestemmie. Ora sembra di plastilina.
- Nessun computer di bordo
- Sedili molto reclinabili (gaaah)
- Portabicchieri, portabottiglie (pure quelle di birra da 66 cl)
- Telecomando per il cancello elettrico
- Tasche laterali per fondo casello
- Cartoline erotiche
- Sottobicchieri con marche di birra
- Guide di numerosi locali milanesi e non
- Avvisatore acustico rompicoglioni di luci accese a motore spento
- Avvisatore acustico rompicoglioni di guida senza cintura di sicurezza
- Frigobar Coca Cola (non fisso)
- Giubbotto di salvataggio
- Ricarica batterie del cellulare
- Portaauricolari del cellulare, finalmente funzionanti
- 3 ombrelli (uno non bastava, eh?)
- 3 portacd con 200 cd circa, misti mp3 e audio. In pratica, lo scibile musicale degli ultimi 50 anni.
Esterni: "Stile fresco e sportivo, opera di Italdesign, lo studio di progettazione di Giorgetto Giugiaro. La linea aerodinamica del tetto e le fiancate sagomate portano lo sguardo verso il particolare gruppo ottico avvolgente anteriore" (dal sito ufficiale)
- Specchietti grigi e segnati
- Carrozzeria grigio metalizzato colore Poly Silver segnata e sporca
- Qualche bozzo qua e là
- Abrasioni paraurti posteriore causa anonimo Politecnico, morisse ammazzato
- Abrasioni nella linea di cintura bassa, dove si montano le minigonne causa idiozia mentre passavo per una stradina.
- Baule capiente, se si pensa che ha portato i bagagli di 4 persone senza problemi (e tra l'altro, a luglio 2006, per andare a Riccione, freschi Campioni del Mondo, CJ con 4 persone e i bagagli a bordo ha toccato i 170 km per superare un francese e mostrargli la bandiera dell'Italia!!! Grande CJ!!)
- 2 adesivi, ricordo della prima vacanza spagnola, di cui uno in foto (Il Nino)
Caratteristiche tecniche (dal sito ufficiale)
- Tipo: 4 cilindri in linea
- Classe di emissione Euro 3
- Distribuzione: SOHC
- Cilindrata (cc): 1150
- Alesaggio e corsa (mm): 68,5 x 78
- Rapporto di compressione: 9,3 : 1
- Potenza max (kW a giri/min): 53 (72CV)/5400
- Coppia max (Nm a giri/min): 104/4400
- Velocità max (km/h): 157, dichiarata, ma con me ha toccato i 165/170
- Accelerazione (0 - 100 km/h) (s): 13,7
- Alimentazione: Iniezione Multi-Point
- Trazione: Anteriore
- Trasmissione: 5 marce manuale
- Sterzo: Impianto Servoassistito
- Freni ant/post a disco/a tamburo a disco/a tamburo
- ABS
- Sospensioni ant.:Indipendenti di tipo MacPherson con barra di torsione
- Sospensioni post.: A bracci interconnessi con barra di torsione
- Cerchi: 6.0J x 15, segnati e sporchi
- Pneumatici: 185/55 R15, usurati
Mascotte: Zio Bob, con addosso un bracciale richiama Angeli, omaggio della Bimba.
Audio:
- Casse di serie, ma non so dove sono
- Dopo aver eliminato l'autoradio di serie, che faceva cagare perchè non leggeva certi cd masterizzati, sono passato ad un'autoradio mp3 che mi fa godere...

-Capacità di portare passeggeri di stazza notevole (trasporta contemporaneamente Mik e Stefano senza particolari sofferenze)
-Possibiltà di fumare anche se seduti nei sedili posteriori
-Quintali di ruffo nel bagagliaio
- Ha ospitato un sacco di belle ragazze, e non è poco vista la faccia del padrone
Io e lei ne abbiamo viste e fatte tante insieme, ormai è di famiglia...spero duri il più a lungo possibile, anche perchè non avrei i soldi per cambiarla :) assieme alla DiscoFiesta, è sicuramente una colonna portante di questi anni!
Mille di questi km CJ!!
Colonna sonora che ha ispirato questo post: Modjo - "Chillin"
Da quando sono tornato dalle vacanze, ho la stessa sgradevole sensazione di colui che torna al suo paese dopo una lunga assenza e non lo riconosce più. Più mi stropiccio gli occhi e più mi accorgo che niente è al suo posto.
Non sono molto propenso ai cambiamenti, ci metto molto a comprenderli e ancora di più a metabolizzarli.
Amici che spariscono.
Amici che cambiano in modo inaspettato.
Amici che cambiano in maniera preoccupante.
L'universo attorno a me ruota, ruota sempre più velocemente e faccio fatica a starci dietro.
La cosiddetta entropia che aumenta sempre.
Tutti alla ricerca di un equilibrio interiore, costi quel che costi.
Spero che l'altrui ricerca non abbia spiacevoli conseguenze.
Anche perchè pure io sto raggiungendo un nuovo equilibrio ed intendo mantenerlo il più a lungo possibile.
Che stia crescendo? Maturando, forse? O continuerò a cercare un equilibrio che, per quel che so, potrebbe anche non esistere?
Dopo 4 anni, il mio blog si rinnova, un definitivo colpo di spugna ad un passato che non esiste più.
Ora questo blog è davvero parte di me e rappresenta esattamente quanto richiamato dall'immagine iniziale: un mondo da scoprire, da esplorare nelle sue mille sfaccettature, imprevedibile, ma anche basato su poche, inamovibili certezze.
Questo sono io.
Bastano le "chiavi" giuste e si capisce subito una buona parte di me.
Una parola sbagliata e con me si è completamente fuoristrada.
Colonna sonora che ha ispirato questo post: The Strokes - "Razorblade"
"Fermate il test sul Big Bang
o la Terra sparirà"
L'acceleratore di particelle a Ginevra
LONDRA - Per gli studiosi che si apprestano a spingere il pulsante d'accensione, si tratta di ricreare le condizioni che esistevano una frazione di secondo dopo il Big Bang: ovvero di riportarci indietro nel tempo sino al momento della creazione del nostro universo, all'inizio del mondo.
Ma per un gruppo di preoccupati ricercatori l'esperimento che dovrebbe cominciare tra dieci giorni in un immenso laboratorio sotterraneo, sepolto a un centinaio di metri sotto il confine tra Francia e Svizzera, comporta il rischio della fine del mondo, la distruzione e anzi la letterale scomparsa del nostro pianeta. Così, all'ultimo momento, gli oppositori del progetto hanno presentato un ricorso davanti alla Corte Europea dei Diritti Umani, che in teoria potrebbe bloccare il più grande, ambizioso e costoso test scientifico di tutti i tempi.
Oggetto della contesa è il Large hadron collider, un acceleratore da 6 miliardi di euro che, facendo scontrare particelle atomiche ad alta velocità e generando temperature di più di un trilione di gradi Celsius, dovrebbe rivelare il segreto di come è cominciato l'universo. Venti paesi europei, più gli Stati Uniti, hanno finanziato il progetto, che dopo anni di preparativi dovrebbe prendere il via il 10 settembre al Centro di Ricerche Nucleari di Ginevra.
Qualcuno, tuttavia, teme che l'esperimento andrà ben oltre le aspettative, creando effettivamente un mini buco nero, che crescerà di dimensioni e potenza fino a risucchiare dentro di sé la terra, divorandola completamente nel giro di quattro anni. Gli scienziati di Ginevra ribattono che non c'è assolutamente nulla da temere: ci sono scarse possibilità che l'acceleratore formi un buco nero capace di porre una minaccia concreta al pianeta, dicono, perché la natura produce continuamente delle collisioni di energia più alte di quelle che saranno create artificialmente dall'acceleratore, per esempio quando i raggi cosmici colpiscono la terra. Esperimenti di questo tipo, inoltre, sono stati condotti per trent'anni, senza avere risucchiato nemmeno un pezzettino della terra né causato danni di qualsiasi genere.
Vero è che il nuovo acceleratore ha suscitato attenzioni e polemiche perché è il più grande mai costruito, con una circonferenza di 26 chilometri e la possibilità di lanciare particelle atomiche 11.245 volte al secondo prima di farle scontrare una contro l'altra a una temperatura 100mila volte più alta di quella che esiste al centro del sole. La speranza è individuare, così facendo, le teoriche particelle chiamate bosoni di Higgs, giudicate responsabili di avere dato massa, ovvero peso, a ogni altra particella esistente. Ma gli scienziati ammettono che ci vorranno anni prima di arrivare eventualmente a un risultato del genere, per le difficoltà nel trovare particelle così infinitesimamente piccole nel caos primordiale post-Big Bang creato dentro l'acceleratore.
Abbiamo ancora dieci giorni per salvare la terra?, si chiede, con leggera ironia, il Sunday Telegraph. "I miei calcoli indicano che il rischio che un buco nero mangi il pianeta a causa dell'esperimento è serio", afferma il professor Otto Rossler, un chimico tedesco della Eberhard Karls University che ha presentato il ricorso alla Corte Europea dei Diritti Umani insieme ad alcuni colleghi. Replica James Gillies, portavoce del Centro Ricerche Nucleari di Ginevra: "Il ricorso non introduce nessun argomento che non sia già stato esaminato e respinto in passato, se questi esperimenti fossero rischiosi lo sapremmo già".
Fonte: Repubblica.it, articolo di Enrico Franceschini
Per la cronaca, alla fine l'esperimento si farà, come potete leggere qui.
Oltre a leggere ciò che scrive Chinaski, uno dei migliori blogger di sempre, io dico solo questo.
Il primo esperimento è il 10 settembre, la vera collisione tra i fsci di particelle dovrebbe avvenire il 21 ottobre.
Tenete in mente questa data: 21 ottobre 2008.
Ora, se l'esperimento fallisse, la Terra sarebbe completamente divorata dal buco nero nel giro di 4 anni, per cui la fine del mondo così come lo conosciamo dovrebbe essere datata 21 ottobre 2012.
I Maya sostengono che la fine del mondo sia collocata attorno al 21 dicembre 2012, come si dice qui, qui e qui (per ulteriori indagini basta scrivere su Google "21 dicembre 2012")
Ora, non so voi, ma io mi sto grattando ardentemente i maroni.
Colonna sonora che ha ispirato questo post: "Do the evolution" dei Pearl Jam (colonna sonora scelta non a caso, dato il video)
Sembra una giornata come tutte le altre, ma non lo è. E non perchè a Milano sono tornati all'improvviso il traffico ed il brutto tempo.
E' una giornata diversa dalle altre perchè non sono nemmeno le 10 del mattino e mi sono già arrivati sul cellulare una trentina di messaggi, tutti diversi uno dall'altro, ma tutti unici.
Messaggi di auguri.
Eh sì, oggi è il mio compleanno.
26 anni e non sentirli.
Nonostante il mio primo capello bianco.
Nonostante io stia crescendo e maturando.
Nonostante le mie nuove responsabilità.
Nonostante io non sia più uno studente.
E non dimentichiamo il mio blog! Aperto per scherzo nel giorno del mio 22mo compleanno, mi ha fatto conoscere persone a dir poco meravigliose che ora fanno parte della mia vita.
Sabato scorso ho festeggiato con la Bimba, sabato prossimo tocca ai miei amici.
Felice come ora non lo sono stato mai.
Colonna sonora che ha ispirato questo post: "Young and proud" degli Ace of Base
Sicilia, la terra in cui splende sempre il sole.
San Vito Lo Capo - spiaggia
Sicilia, con il suo mare verde smeraldo.
San Vito Lo Capo - Riserva dello Zingaro
Sicilia, la terra in cui sono morti degli eroi.
Capaci
Sicilia, la terra dell'arte.
Palermo - Teatro Massimo
Sicilia, una vacanza con gli amici. Tanti amici. Non sono nemmeno tutti quelli che vedete.
Cos'altro?
Le granite.
I cornetti alla crema, alla marmellata e alla nutella alle 4 del mattino.
Le mangiate di pasta e di pesce.
I cuba libre, i limoncelli ed i chupiti.
Il bagno a mezzanotte.
La musica, in macchina del Mex principalmente (grazie per le perle che mi hai fatto scoprire).
Le corse in riva al mare, sulla scogliera.
I tramonti.
Le gite. Marsala. Favignana. Castellammare del Golfo. Mozia. Palermo.
Il relax.
Le risate.
Le tante, tantissime risate.
E poi non dimentichiamo. Ho pure imparato a viaggiare in motorino :P
Grazie di cuore a chi ha condiviso tutto questo con me.
E ora?
Ora inizia un anno fondamentale per me (io conto gli anni come il calcio e come a scuola, con l'inizio a settembre).
Il classico "nuovo capitolo", o "foglio bianco", fate voi.
Il lavoro.
Lo sport.
Il blog (vorrei rinnovarlo graficamente, se qualcuno mi assiste).
Ma soprattutto, la Bimba.
Al mio fianco, il più a lungo possibile. Innamoratissimo di lei. Felice. Motivato. Ottimista. Carico.
Voglio costruire con lei qualcosa di veramente importante questa volta. Qualcosa di duraturo.
Ci siamo.
Sono pronto.
Godetevi lo spettacolo.
Colonna sonora che ha ispirato questo post: "Keep on rising" di Ian Carey
PS: non è tutto oro quel che luccica, come potete leggere qui
A differenza di quanto scritto qui o qui, quest'anno le ferie avranno tutto un altro sapore: l'anno scorso ero uno studente, ero single, ero depresso, ero scazzato, sfiduciato, infelice. Quest'anno faccio parte del magico mondo del lavoro (oh yeah), ho una ragazza meravigliosa al mio fianco, sono carico, pieno di energie, ottimista. In altre parole felice.
In più, con me ci sarà anche questo giocattolino, comprato dopo anni di indecisione...
Gugliez powered by iPod 160GB Silver
Le vacanze in Sicilia hanno come comune denominatore delle ultime vacanze i partecipanti, ovvero la compagnia di splendidi amici che mi affiancherà. Mi spiace che con me non ci sia la bimba, naturalmente. Il nostro amore è sbocciato troppo tardi. In compenso, ho già in mente più di un'idea che la tirerà su di morale, credetemi. In fondo, sono un ragazzo moooooolto romantico.
Non vedo l'ora di fare casino in vacanza. Non vedo l'ora di staccare. Il lavoro, per quanto interessantissimo, mi ha sfibrato in questi ultimi tempi e ho bisogno di ricaricare le pile. Mi mancheranno i colleghi, questo sì. Il Francese, il Romano, lo Smanettone, il Toscano solo per citarne alcuni. Stiamo creando una squadra veramente affiatata, con loro mi trovo benissimo.
E poi ci siete voi che passate di qui. Mi mancherete anche voi.
Buone vacanze a tutti!
Colonna sonora che ha ispirato questo post: "You only live once" - The Strokes

Conosci qualcuno che ha una gru dotata di sfera d’acciaio, una motosega o un martello pneumatico? Potresti aver bisogno dell’equivalente metaforico di questi strumenti per finire un grosso e necessario lavoro di demolizione. Ecco alcune cose che devi distruggere: un blocco mentale di cui non riesci a liberarti a causa di una forma perversa di nostalgia, la prigione dove ti chiudi nei giorni tristi, un ponte lasciato a metà che non ti interessa più o che non sei capace di completare, il vecchio piedistallo del tuo idolo caduto e la porta che hai inchiodato per tenere lontana una persona con cui hai ancora un affare in sospeso.
La trasferta è andata bene. Oddio, sia il viaggio di andata che quello di ritorno hanno riservato molteplici sorprese sfigo-divertenti: all'andata il collega credeva di aver perso la carta carburante e ha chiamato chiunque ne avesse notizie. Chiunque. In più, ci si è messa una simpatica coda di 8 km tra Brescia e Desenzano. Al ritorno, in treno, vicino al Francese (questo sarà il suo soprannome) si è messo un 50enne tutto tatuato, pieno di anelli, con un occhio di vetro. Quando il Francese si è messo a telefonare, questo, spazientito, gli ha bestemmiato in veneto rinfacciando il fatto che lui la conversazione non la voleva proprio sentire. Io e il mio Nintendo DS ce la siamo risa sotto i baffi e dietro gli occhiali scuri. Aspettiamo la risposta del cliente: se è positiva, cose grosse bolliranno in pentola. Mi preoccupa solo una cosa: se per la preparazione del prototipo mi sono dovuto imparare diversi termini in tedesco, come faccio a tradurre quegli stessi termini in portoghese, russo, ceco, slovacco, indiano, malese e cinese fonetico, se il cliente ci sceglie? Dove cazzo trovo un dizionario tecnico italiano-malese o italiano-cinese? :P
Capitolo musica: dovevo andare a vedere Caparezza gratis, ma mi è andata male: dopo 5 canzoni è arrivato un nubifragio. Concerto sospeso, se ne riparla a settembre.
Per quanto riguarda me e la Bimba, tutto fila a gonfie vele. Non mi dilungo perchè c'è chi si lamenta dei livelli troppo alti di glicemia, cmq il mio cuore è suo, per dirla in poche parole.
Lei è tutto quello che ho sempre sognato. Tutto.
Siamo innamorati persi l'uno dell'altra.
E inoltre le ferie si avvicinano. Milano è bellissima d'agosto, con le sue luci, le strade meno trafficate e i navigli sempre pieni di vita. Tanti ricordi si affollano.
Di cosa mai posso lamentarmi?
Sono davvero felice.
Colonna sonora che ha ispirato questo post: "Man or animal" degli Audioslave

"La tua vita sarà presto più intensa, più piacevole e più interessante. Ma solo se seguirai gli indizi che ti porteranno nella foresta tenebrosa, se lungo il cammino canticchierai canzoni tristi e allo stesso tempo allegre, se chiederai allo spirito del più caro tra i tuoi morti di accompagnarti. Sei libero di rifiutare quest'invito del destino. Così facendo, però, ti priverai di un piacere profondo e istruttivo, che ti permetterà di rimanere sulla giusta lunghezza d'onda per molti anni"
E' la volta buona che comincio a credere agli oroscopi. Almeno a quello di Rob Brezsny. Che potete leggere qui o qui.
Scusate l'assenza, sia dalla dimensione reale che da quella virtuale, ma il lavoro è tanto, interessante e per me foriero di responsabilità, il che se da una parte è stimolante per un neolaureato di 26 anni (quasi), dall'altra un po' mi terrorizza :)
Figuratevi che andrò pure in trasferta questa settimana...il mio primo viaggio di lavoro da un cliente!!
Oddio, peccato la destinazione... (questa la capiamo solo io e Lara XD XD XD)
Per quanto riguarda il resto, Lei è sempre al centro del mio universo.
Sono sempre più innamorato.
Anche il giorno di ieri, passato insieme, è stracolmo di immagini bellissime, le porto sempre con me.
Grazie bimba!
Un abbraccio a tutti voi!
Colonna sonora che ha ispirato questo post: "Il liberismo ha i giorni contati" dei Baustelle
Sarò monotematico, me ne rendo conto.
Così come mi rendo conto che ultimamente il livello di glicemia è in tremendo rialzo per chi passa di qui :)
Ma in questo periodo ci sei solo tu nei miei pensieri.
Un'altra giornata passata insieme.
Io e te.
Il tempo passa veloce e quando mi risveglio, il giorno dopo, senza di te, sto male come un cane.
Per questo scrivo, per sfogarmi.
Lo so che sei con me, nel respiro, nel mio cuore, nella mia testa, soprattutto.
Il mio pensiero fisso.
Ieri.
Altri paesaggi meravigliosi. Paesaggi da Opeth. Tu mi capisci e li metti a tutto volume in macchina.
Faccio miei questi paesaggi. Sono già pieni di ricordi. Come quei gradini.
Mi abbracci mentre mi sei alle spalle, i tuoi baci che mi solleticano mi rendono così indifferente al mondo che mi circonda.
Davvero, non esiste più niente.
Esisti solo tu.
Un fiume di emozioni che non ho mai provato prima.
Un fiume di emozioni che cerco di conservare, di portare nella memoria, ma non ci riesco.
Sono talmente forti che il mio cuore potrebbe esplodere.
I minuti passati in silenzio a guardarci, occhi negli occhi.
Eppure avremmo così tante cose da dirci.
Ma gli occhi parlano da soli.
Cambiano i luoghi.
Camminiamo, un aperitivo e poi un gelato.
Le ore scorrono e non sento nemmeno la fame.
Viaggiamo in macchina.
Il panorama cambia, ma non troppo.
Arriva la sera.
Arriva la luna.
Spunta la nostra stella.
Altri abbracci, altre coccole, altri brividi, sempre più fitti, sempre più intensi. Non ci faccio l'abitudine.
Io sulle tue ginocchia.
Tu che ti sciogli tra le mie braccia.
Tu che dici di avere i brividi.
Tu con gli occhi chiusi, a godere di quel magico intervallo di tempo.
Nella testa si accumulano le istantanee di certi momenti, così come si accumulano i nostri messaggi.
Ci salutiamo.
Ma non prima di aver ascoltato un po' di musica insieme.
La nostra canzone, fra le altre.
Te l'ho nascosta fra tante e tu hai scelto proprio lei.
Tu che mi siedi a cavalcioni e mi canti una canzone sussurandomela a voce bassa.
Nessuno ha mai fatto questo gesto per me.
Il giorno dopo, è sempre così.
Mi manchi.
Mi manchi da morire.
Mi mancano i baci, le carezze, le coccole, gli abbracci, gli sguardi, le tue risate, il tuo profumo, l'odore della tua pelle.
Mi manca tutto di te.
Nonostante tu sia nella mia testa, nel mio cuore, nella mia anima.
Dici che hai bisogno di certezze, voglio darti tutte le certezze necessarie.
Dici che devi eliminare le ansie, voglio essere più efficace di 1000 scatole di Lexotan.
Certo, ho anche io le mie ansie e le mie paure.
Ho il terrore che questo sogno si infranga.
Vivo quello che c'è tra noi con tutto me stesso, per la prima volta in vita mia.
Ma l'amore è un salto nel buio.
Chi ne è preda, sa bene che arriva un momento in cui si deve decidere se ci si vuole buttare, se si vuole fare quel salto.
Anche tu dovrai decidere, un giorno. E se ti butti io voglio esserci, a raccoglierti stretta stretta tra le mie braccia.
Certe certezze si costruiscono insieme.
Intanto, percorriamo questa strada assieme, io e te.
Io e te.
Ormai l'avrai capito.
Guardando i miei occhi, ad esempio.
Sono completamente, tremendamente innamorato di te.
Colonna sonora che ha ispirato questo post: "Parabol" + "Parabola" dei Tool
PS: questo post ha un'appendice comica, che merita un palcoscenico differente. Prego, passate pure di qua...
Non mi interessa se per vederti viaggio per un'ora in macchina, facendo svariate decine di chilometri.
Non mi importa né dei 2 caselli autostradali, né dei 4 autovelox.
Non mi curo degli imbecilli che viaggiano nella corsia di mezzo, rallentando il traffico.
Il trasporto eccezionale che blocca la tangenziale: un modo per vedere da vicino quello che ha tutta l'aria di essere uno scaldabagno di 40 m.
E se 2 Ferrari mi sfrecciano all'ìmprovviso, passando vicinissimo ad una CJ letteralmente presa in mezzo, sorrido.
I lavori e i cantieri? Solo un rallentamento.
Il passaggio a livello che si chiude esattamente quando passo io? Tutto calcolato, conoscendomi.
CJ sfreccia come un destriero senza lamentarsi, nonostante l'età e i km alle spalle. Ha capito l'importanza dell'evento.
E pensare che ci eravamo sentiti solo 2 ore prima.
"Che fai stasera?"
"Vegeto a casa"
"Mi sa anche io..."
Una lampadina si accende.
E se le facessi una sorpresa? E se la raggiungessi? Il cuore mi dice di andare, di volare da lei. Il cervello mi dice di stare con i piedi per terra.
Ma io amo le follie e seguo sempre il cuore, ora più che mai.
La serata trascorsa insieme mi ha dato ragione.
Ancora una volta insieme.
Ancora una volta coccole, baci, carezze, abbracci.
Ancora una volta mille e mille parole.
Ancora una volta musica in sottofondo.
Ancora una volta io e te.
E chi se ne frega se torno a casa alle 3 del mattino.
Sento ancora l'odore della tua pelle e il profumo dei tuoi capelli.
Nei miei occhi c'è il tuo sguardo, sempre dolcissimo e mai banale.
Voglio cancellare le tue paure.
Voglio eliminare le tue ansie.
Non mi interessa quanto tempo ci metterò o cosa dovrò fare.
Farò quanto tutto in mio potere per conquistare definitivamente il tuo cuore.
E se qualcuno osa mettersi in mezzo, lo spazzerò via, non avrò pietà.
Lo giuro.
Anzi.
Lo giuVo.
Colonna sonora che ha ispirato questo post: "Ubriaco canta amore" della Bandabardò